E’ passato un anno e per fortuna sono tornati tutti i buoni propositi
e la voglia di novita’ dei primi tempi. Sara’ l’anno nuovo, sara’ che la scelta
di rimanere la compio ogni giorno, cosciente o non. E’ naturale, automatico
andare avanti per inerzia ma mi capita spesso di fermarmi a pensare qual e’ il
senso, la direzione del mio essere qui, forse perche’ l’alternativa sarebbe
cosi facile, prendi un aereo e torni a casa, e ritrovi affetti famiglia amici,
tutto quello che ti ha rassicurato per una vita e ti manca tanto. Poi pero’ mi
ricordo che non e’ cosi semplice, che sono partita proprio per questa voglia di
novita’ e di esperienze, e che tutto quello che e’ successo qui, nel bene e nel
male, mi ha fatto crescere, maturare, vedere la vita da una prospettiva
diversa. Ha confermato che e’ proprio vero, per quanto sembra banale, che tutto
quello che non ti uccide ti fortifica e tutto il malessere ti fa apprezzare i
mille colori e le mille sfumature di felicita’ che la vita ti offre ogni
giorno.
In Revolutionary Road Di Caprio dice “I want to feel them.
Really feel them. How’s that as an ambition?”. Le sento, le provo tutte: mi
ricordo sempre di una persona che mi diceva di abbracciare ogni momento di
tristezza e di solitudine, perche’ non succede niente, e piu’ si e’ vicini alle
proprie emozioni piu’ ci si avvicina al proprio Io, e alla felicita’. Sono uscita
da quell’apatia paralizzante che provavo a Roma, ora forse piango troppo, mi
permetto tutti quei capricci che mi vietavo da bambina, pero’ allo stesso tempo
anche le emozioni positive rimbombano dentro di me all’ennesima potenza. Come
quando mi trovo in mezzo a Times Square e rimango estasiata da tutte quelle
luci, da tutti quei cartelli, da tutte quelle persone.
L’unico pericolo che sento veramente e’ quello di non
riuscire piu’ a sentire niente.
