Leggo diversi blog in attesa che mi venga l'ispirazione. C'e' cosi tanto da dire su New York eppure non so da dove cominciare... Sono capitata in un blog che si chiama "New York taught me" e mi ha fatto sorridere. Quanto una nuova citta' ti possa insegnare, ti possa cambiare, ti possa far tirare fuori lati di te che non pensavi neanche di possedere, mi e' chiaro solo ora. Di certo non lo era un anno fa quando sono arrivata. Quanto ci si possa sentire soli, l'ho imparato qui. Quanto ci si possa sentire vivi, anche questo l'ho imparato qui.
"NY 101: It'll rob you and cheat you. It'll take your friends and turn them on you. It'll kick your ass and break your heart. But then it'll pick you up again, MAKE YOU FEEL SO TOTALLY ALIVE AND UNTOUCHABLE. It's the center of the world, it's the best place in the world, and once it's in your heart, it'll never leave you."
Mi sono chiesta tante, troppe volte se NY entrera' mai veramente nel mio cuore. L'altra sera una ragazza mi ha detto di aver dovuto aspettare 3 anni prima di sentire questa citta' come la sua casa. Penso sia soggettivo, penso che cio' che rende un posto "casa" dipende dalla persona. Eppure a me e' andata meglio di molti altri, ho una casa un lavoro un ragazzo.
Se fossi in un altro posto, migliorerebbe? "Come ci si sente stupidi a pensare a tutto il tempo che sprechiamo a desiderare di essere altrove", scrive D'Avenia.
Una volta ero da Starbucks, aspettando una persona. Ho pensato a quanto questa citta' ti entri nelle vene, a quanto vibri dentro la tua pelle. Le strade, le luci, i palazzi cosi' alti, sei uno sputo in un posto immenso ma allo stesso tempo ne fai parte, sei importante.
Tante volte in questo anno mi sono sentita cosi:

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